Il motore del Ving Tsun
23/10/07 11:11 Archiviato in:Articoli
In
queste pagine abbiamo parlato più volte del VT come di una
disciplina che può essere interpretata in diversi modi, che può
essere adattata allo spirito e alla necessità di chi la pratica.
Parlando e confrontandomi con molte persone, mi sono reso conto che
questo apparentemente semplice ragionamento non è ben compreso e
quindi mi spiegherò meglio, servendomi di alcune metafore.
Immaginate di guidare un’auto o una moto; ciascun veicolo ha le
proprie peculiarità, che devono essere prima comprese e poi
correttamente sfruttate dal pilota. Sarebbe infatti un errore
utilizzare un motore a gasolio come se fosse un benzina, con
allunghi decisi fino alla “zona rossa” del contagiri, poiché si
rischierebbe di incorrere in vari problemi, se non in
danneggiamenti più seri. Cosa fate quando salite in auto o in moto?
Semplice, guidate! E lo fate senza ricorrere costantemente al
ragionamento, perché avete imparato a guidare, assimilando i
movimenti al punto da ripeterli in totale automatismo, senza
riflettere. Cosa ancor più importante, non si tratta di un
automatismo “dormiente” e quindi poco attento, bensì di un
condizionamento attivo del subconscio, che infatti permette di
controllare senza troppi problemi una frenata improvvisa o una
situazione di pericolo. Così come nel Ving Tsun, anche nella guida
esistono piloti e piloti: ci sono quelli che sanno valutare il tipo
di mezzo che stanno utilizzando e quelli che avviano il motore e
partono, senza troppi ragionamenti. Ci sono quelli che adottano una
guida fluida e morbida, rispettando i componenti chiave, procedendo
“gentilmente, senza strappi al motore” e altri che invece ingranano
le marce tirando la leva del cambio più forte che possono,
incuranti di eventuali rifiuti e impuntamenti che richiederebbero
solo un po’ più di grazia e accortezza nella manovra. Come nella
guida, anche nel Ving Tsun esistono persone che probabilmente non
comprendono bene ciò che stanno studiando, e che quindi
concepiscono questo splendido stile come qualcosa che in realtà non
è: come i piloti poco rispettosi si muovono in modo rude, violento,
non uniforme e sfruttano il “motore” della nostra arte come
qualcosa di differente. E proprio come i piloti meno sensibili
riescono comunque a raggiungere la destinazione, anche questi
artisti marziali riescono a imparare la disciplina, pur se con
qualche differenza, a nostro avviso importantissima. La ragione di
questa incomprensione è dovuta al fatto che una buona metà delle
persone che scelgono di apprendere il Ving Tsun desidera avere solo
un’infarinatura superficiale dei principi che guidano l’arte,
preferendo focalizzarsi subito sugli aspetti “pratici”. Pur se tale
tipo di approccio può portare comunque alla formazione di atleti
capaci, è necessario far comprendere agli allievi l’importanza di
tali regole; proseguendo nel cammino marziale, il praticante
sentirà sempre più bisogno di ricorrere a tali insegnamenti, per
comprendere movimenti molto complessi. In buona sostanza, vorremmo
modificare un vecchio detto in quel che segue: imparate a
utilizzare il Ving Tsun e a non far sì che sia lui a utilizzare
voi.
Concludiamo con i doverosi complimenti a due persone che hanno conseguito l’ambito e importantissimo riconoscimento di “Sifu” di Ving Tsun EVTF, direttamente dalle mani di SiGung Klaus Dingeldein e con l’avallo di Sifu Sergio Vommaro e Sifu Piero Conti, responsabili per l’Italia: Emanuele Mastropietro e Emanuele Ciccarelli, premiati per il duro lavoro e i brillanti risultati conseguiti. A tutti loro vanno i nostri auguri per un 2008 che si preannuncia davvero pregno di eventi e novità, in Italia e all’estero!

Concludiamo con i doverosi complimenti a due persone che hanno conseguito l’ambito e importantissimo riconoscimento di “Sifu” di Ving Tsun EVTF, direttamente dalle mani di SiGung Klaus Dingeldein e con l’avallo di Sifu Sergio Vommaro e Sifu Piero Conti, responsabili per l’Italia: Emanuele Mastropietro e Emanuele Ciccarelli, premiati per il duro lavoro e i brillanti risultati conseguiti. A tutti loro vanno i nostri auguri per un 2008 che si preannuncia davvero pregno di eventi e novità, in Italia e all’estero!
