Emozioniamoci: Ving Tsun e... psicologia
16/06/10 08:49 Archiviato in:Articoli
Può sembrare incredibile nominare la Psicologia e il
Ving Tsun, arte marziale, nel medesimo articolo
eppure queste discipline possono avvicinarsi e
talvolta sfumare l’una nell’altra. Da un punto di
vista prettamente autobiografico io sono testimone di
questa possibile fusione; sarò più precisa: sono
Dott.ssa in Psicologia Clinica, pratico Ving Tsun da
circa quattro anni e vorrei raccontarvi quanto questa
arte marziale possa “abbracciarsi” alla Psicologia.
Per cominciare vorrei precisare che il Ving Tsun non
è semplice Kung-Fu (tradotto “duro lavoro”), ma nelle
sue fondamenta e nei principi che lo costituiscono è
racchiusa una grande filosofia di vita. Un primo
punto di incontro tra Psicologia e Ving Tsun sta nel
fatto che entrambe le discipline, anche se ovviamente
sotto punti di vista differenti, riguardano l’uomo:
l’uomo come continuum di mente e corpo, l’uomo come
essere umano nelle sue molteplici declinazioni.
Entriamo ora nel vivo di quanto sto affermando e
pensiamo alle emozioni. Che cosa sono le emozioni? Da
una prospettiva psicologica le emozioni sono fenomeni
molto complessi ed esistono, ad oggi, molte cornici
teoriche di riferimento che le spiegano e descrivono
sotto punti di vista differenziati, in particolare
vorrei ora soffermarmi sul loro significato
“adattivo” avvalendomi di una piccola spiegazione
psicologica: prima di tutto, le emozioni sono un
fenomeno frequente, quotidiano, accadimento
inevitabile insito in quasi ogni momento della nostra
vita; sono esperienze che producono “sentimenti” o
“affetti”, comportano modificazioni fisiologiche in
risposta a determinati stimoli, sono dotate di
correlati cognitivi ed hanno risvolti sul piano
comportamentale. È nell’800 con Charles Darwin che
alle emozioni viene attribuito un significato
adattivo legato alla sopravvivenza, ovvero le
emozioni, sotto questo punto di vista, permettono una
pronta ed efficace risposta dell’organismo in
circostanze critiche. Darwin riteneva che molte delle
espressioni facciali delle emozioni avessero un
significato adattivo, cioè servissero a comunicare,
senza bisogno di parole, lo stato interno di una
persona, a trasmettere agli altri le sensazioni
provate in un dato momento (tristezza, gioia, paura,
etc …); tutto ciò ha grande utilità, basti pensare,
ad esempio, che la paura è un’emozione spesso legata
a situazioni di pericolo per comprendere facilmente
quanto può essere importante comunicarla agli altri.
Soffermiamoci quindi su questa emozione di base. La
paura è un’emozione fondamentale e importante per la
sopravvivenza presente sia nell’uomo che negli
animali e caratterizzata da risposte fisiologiche
evidenti come l’aumento della pressione arteriosa,
l’aumento del battito cardiaco o il freezing, anche
se tengo a precisare che l’esperire determinate
emozioni e viverle in modi più o meno intensi è
strettamente legato al contesto e alla nostra
soggettività, ricordiamoci, infatti, che ognuno di
noi è unico e irripetibile. Vediamo ora un esempio:
se mi trovo sulla metropolitana alle 16 di pomeriggio
immersa nella folla e mi accorgo che una persona
dall’aspetto un po’ “inquietante” mi osserva,
probabilmente, più che spaventarmi mi infastidisco,
ma se cambiamo il contesto e mi ritrovo su questa
metropolitana alle 23 di sera, da sola con quella
persona “inquietante” che mi osserva… beh sono certa
che avrò una grande paura!!! Eccoci arrivati al cuore
di questo articolo: qui il Ving Tsun può “darmi una
mano”. Perché? Vi chiederete. Il Ving Tsun può darci
l’occasione di “riuscire a cavarcela” in situazioni
di pericolo, in situazioni per cui la paura può
essere così forte da immobilizzarci invece che
consentirci la fuga. Dopo mesi o anni di duro
allenamento il nostro corpo e la nostra mente avranno
in possesso tecniche sia prettamente fisiche che
mentali per poter “controllare”, a livello emotivo,
l’intensità della paura e, a livello fisico, la
reattività nel difendersi in caso di aggressione.
Gestire una situazione di questo tipo non è
certamente facile, ma l’avere dentro di sé e nel
corpo la prontezza e, soprattutto, la
“consapevolezza” di essere in grado di difendersi e
di riuscire a tutelare la propria vita è sicuramente
fondamentale in una tale circostanza. A questo punto
sono certa che potranno nascere diverse domande, ad
esempio: “come può fare una donna o un uomo dalla
costituzione esile a difendersi se di fronte ha un
avversario di 100 kg alto 1,90?”. Il Ving Tsun
risponde: ”si può!”. Il Ving Tsun ha la straordinaria
capacità, insita nel sistema, di adattarsi a tutto e
a tutti, è come l’acqua che si plasma e prende forma
in base alla superficie che ricopre. Alcuni principi
inoltre spiegano come nel Ving Tsun non siano tanto
importanti la nostra corporatura o il nostro sesso
quanto invece la tecnica, la fluidità, la cedevolezza
e l’elasticità dei nostri movimenti, per questo il
nostro sistema è alla portata di tutti, chiunque può
praticarlo, dal bambino all’anziano. “Ferma la forza
quando nasce” è uno di questi principi: esistono
movimenti specifici che ci consentono di fermare un
pugno o un calcio al suo nascere mediante un pak sao
o un tan sao e permettere alla forza dell’avversario
di uscire, schivare il nostro corpo e non
travolgerci. “Economicità del movimento”, ecco un
altro principio: non è necessario essere sportivi
sfrenati o “acrobati” per riuscire a imparare questa
disciplina a un buon livello, piccoli movimenti come
un braccio che trasla, un polso che ruota o un passo
possono portare a grandi risultati, ad esempio,
spostarsi da un calcio o fermare un “diretto”.
Affascinante vero? Non siete d’accordo? Siamo pronti
ad accogliere ogni vostra critica o curiosità senza
esitazioni; trovo che il poter “condividere” con voi
tutto questo sia costruttivo per entrambe le parti e
soprattutto molto, molto piacevole. Spero di avervi
dato qualche piccola, ma “buona” idea dell’utilità e
della straordinaria capacità di questo sistema;
personalmente o per “deformazione professionale”, non
so, tutto ciò che riguarda il Ving Tsun e, allo
stesso tempo, il nostro essere in quanto persone e il
nostro essere delle persone in migliaia di
sfaccettature mi attrae e stupisce in continuazione.
Per concludere vorrei precisare che il Ving Tsun non è la sola ed unica strada per riuscire ad arricchirsi, per conoscersi più in profondità, per trovare strategie idonee a far fronte alle varie difficoltà che si stagliano nella nostra vita, ma è sicuramente un meraviglioso percorso che vale la pena vivere.
Dott.ssa Sabrina Marchesi
EVTF
Per concludere vorrei precisare che il Ving Tsun non è la sola ed unica strada per riuscire ad arricchirsi, per conoscersi più in profondità, per trovare strategie idonee a far fronte alle varie difficoltà che si stagliano nella nostra vita, ma è sicuramente un meraviglioso percorso che vale la pena vivere.
Dott.ssa Sabrina Marchesi
EVTF
